Archivio storico comunale

L'archivio storico conserva e tutela il patrimonio storico dell'Ente.

Il nuovo sito istituzionale

Cenni storici

L'Archivio storico di Matelica è forse uno fra i più importanti archivi delle Marche, per quantità e qualità di documenti conservati. Il patrimonio documentario consta in totale di 2708 unità: di 948 pergamene datate a partire dal 1162, 84 volumi, 351 registri, 597 buste e 72 unità. Prima dell'incendio del 9 febbraio 1928 il fondo pergamenaceo era di 1142 esemplari. 

Il primo documento che riporta notizia sull'archivio della comunità matelicese è un atto rogato dal notaio Pietro di Alberico nel 1235. Il giudice della comunità Bonafides deposita presso dominum Ugolinum domini Jacobi 208 documenti, di pertinenza del Comune. 

Le carte dell'Archivio Segreto, almeno le più antiche, erano fino al XIX secolo conservate in sacchette nella sagrestia della chiesa di S.Agostino mentre il materiale dal XV secolo nel palazzo comunale, in una stanza attigua a quella della segreteria. 

Nel 1797 Camillo Acquacotta propose per il riordino dell'Archivio Segreto l'erudito alsaziano Joseph Anton Vogel, il quale inventariò però solo la parte più antica dell'archivio e trascrisse le pergamene più interessanti in due volumi. 

Con la ricostruzione del Palazzo Comunale terminata nel 1854 l'archivio venne trasferito al secondo piano dell'edificio, rimanendo in stato di disordine. 

Nel 1878 la Giunta municipale decise quindi di affidare l'incarico di riordinamento delle carte anteriori al 18 settembre 1860[9] a Pietro Leotardi, computista del comune. Il lavoro procedette con lentezza e nel 1905 venne affidato l'incarico al prof. Giulio Grimaldi, il quale riordinò non solo dell'Archivio Segreto ma anche di quello che era chiamato "Archivio Vecchio" posto all'ultimo piano del palazzo comunale, destinato per la maggior parte ad abitazione del custode riunendo le carte dei due complessi archivistici. Grimaldi morì prematuramente il 2 agosto 1910, così la pubblicazione dell'unico volume del regesto delle pergamene nella collana "Fonti per la storia delle Marche" e la loro sistemazione negli armadi dell'archivio vennero curate dall'amico Gino Luzzatto. 

Nel 1928 si sviluppò un incendio a partire dalla canna fumaria allocata nella parete su cui erano appoggiati gli armadi dell'archivio provocando gravi danni alle pergamene conservate nell'archivio.
Nel 1975 le pergamene danneggiate vennero restaurate dal Centro di fotoriproduzione, legatoria e restauro degli Archivi di Stato. Grazie ad un protocollo d'intesa tra Regione Marche e Fondazione Carima ed all'impegno economico del Comune di Matelica per la valorizzazione degli Archivi storici in area sisma - anno 2021 - è stato recentemente avviato un intervento di restauro e spianatura  di n. 50 pergamene, nell'ambito del sistema  

 

Nel 1985 il Comune di Matelica acquista sul mercato antiquario parte dell'archivio Capeci-Piersanti, conservato ora nell'Archivio storico comunale. 

Per vedere alcuni dei documenti più preziosi dell'Archivio storico comunale si rimanda all'articolo di Fondazione Marche Cultura.                          

Sede Temporanea Corso Vittorio Emanuele, n.  121/127

Consultazione su prenotazione rivolgendosi al personale della Biblioteca comunale L. Bigiaretti  

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