San Giovanni Decollato

Attualmente in ristrutturazione, prossima apertura.

San Giovanni Decollato

Descrizione

La confraternita di San Giovanni Battista o Decollato venne istituita a Matelica nel 1385, come fondazione aggregata all’Arciconfraternita di San Giovanni dei Fiorentini in Roma e con diploma del Capitolo Lateranense, e aveva tra le altre finalità la gestione di un ospedale per gli infermi e per i pellegrini. Nel 1428 la medesima, fino a quel momento dotata di un oratorio con fonte battesimale, ottenne il privilegio di poter edificare una propria chiesa su suolo Lateranense, come tuttora attesta lo stemma posto in facciata. A quella fase deve ricondursi il Crocifisso ligneo, vessillo portato in processione e protagonista di un miracolo nel 1616, divenuto a seguito della riconosciuta natura taumaturgica oggetto di particolare venerazione. Proprio il crescente culto della sacra immagine (oggi custodita sull’altare maggiore della chiesa di San Filippo) fece maturare la decisione, dopo un restauro nel 1647 e l’edificazione del campanile nel 1649, di ricostruire una nuova chiesa. La fase attuale, iniziata nel 1735, fu portata a termine, come ricorda l’iscrizione dedicatoria sulla cantoria in controfacciata, con la consacrazione avvenuta nel 1747. Il progetto sarebbe stato affidato allo sconosciuto Calderari di Bellinzona, anche se la fase esecutiva fu seguita dall’architetto ticinese Gaetano Maggi, documentato dal quarto al quinto decennio tra Ascoli, San Severino, Monte San Giusto e Matelica. La facciata ha la superficie in cotto con il portale evidenziato da una cornice modanata e sormontata da un piccolo timpano, mentre ai lati si dispongono simmetricamente quattro piccole finestre con cornici e spioventi; la cornice in rilievo che corre tutt’intorno il profilo del prospetto, si raccorda con quella della centrale nicchia trilobata collocata sotto il grande timpano, posto alla sommità. La semplicità del disegno esterno contrasta con la ricchissima decorazione dell’interno, sorprendente esempio di barocchetto marchigiano. La chiesa a pianta centrale, una croce greca inscritta e formata da quattro bracci concavi, è coperta da una luminosa cupola emisferica impostata su pennacchi e arconi, in corrispondenza della quale sul pavimento in cotto compare disegnato un sole raggiato. Nell’alzato, dal forte slancio verticale, si evidenziano ai quattro angoli coppie di colonne addossate, con paraste ribattute, sormontate da capitelli compositi, mentre la restante partitura dello spazio è scandita da paraste, sempre composite, che inquadrano gli altari. Lungo l’intero perimetro dell’aula, corre l’aggettante trabeazione dalle articolate e fitte modanature su cui s’imposta la copertura, che nel braccio in controfacciata, dove sono la cantoria e l’organo, si sviluppa in una sorta di balcone-coro dai particolari giochi chiaroscurali. In questo complesso ordito architettonico si intreccia la ricchissima trama decorativa, costituita dalla partitura pittorica a trompe l’oeil e in stucco di chiaro gusto rococò, in cui domina il motivo basilare della cartella. Mentre la fascia inferiore alla trabeazione appare cromaticamente densa nella completa decorazione delle superfici a finto marmo e dorature, la parte superiore si alleggerisce lasciando posto a una fitta e fantasiosa partitura pittorica di elementi illusionistici di derivazione architettonica (trecce, fastigi, volute, rocaille, festoni) su fondo bianco. Centro devozionale e visivo della chiesa è il presbiterio, delimitato da balaustra, con il maestoso altare maggiore, dove dal 1747 aveva trovato adeguata collocazione, in un vano a cappellina ricavato all’interno percorribile e sopraelevato (come in un santuario), il Crocifisso miracoloso. Al di sopra del grande altare a gradini riccamente decorato, si erge la monumentale e fastosa cornice rococò (la più imponente conservata in città) tutta in legno dorato, che si espande per tutta la parete di fondo in un trionfo di volute dai profili arricciati, conchiglie, foglie investito dai raggi che scendono dalla soprastante gloria, la colomba dello Spirito Santo circondata da nubi e cherubini. Nei bracci laterali sono presenti altri due altari, di foggia seicentesca (come anche altri arredi inglobati nel nuovo apparato decorativo), di cui quello a destra, contraddistinto dalle croci dei Cavalieri Ospitalieri o di Malta in stucco, dedicato al santo titolare, san Giovanni Battista, con tela raffigurante la Decapitazione del Battista del XVII secolo. 

 

INTERNO DELLA CHIESA

La chiesa a pianta centrale, una croce greca inscritta e formata da quattro bracci concavi, è coperta da una luminosa cupola emisferica impostata su pennacchi e arconi, in corrispondenza della quale sul pavimento in cotto compare disegnato un sole raggiato. Nell’alzato, dal forte slancio verticale, si evidenziano ai quattro angoli coppie di colonne addossate, con paraste ribattute, sormontate da capitelli compositi, mentre la restante partitura dello spazio è scandita da paraste, sempre composite, che inquadrano gli altari. Lungo l’intero perimetro dell’aula, corre l’aggettante trabeazione dalle articolate e fitte modanature su cui s’imposta la copertura, che nel braccio in controfacciata, dove sono la cantoria e l’organo, si sviluppa in una sorta di balcone-coro dai particolari giochi chiaroscurali. In questo complesso ordito architettonico si intreccia la ricchissima trama decorativa, costituita dalla partitura pittorica a trompe l’oeil e in stucco di chiaro gusto rococò, in cui domina il motivo basilare della cartella. Mentre la fascia inferiore alla trabeazione appare cromaticamente densa nella completa decorazione delle superfici a finto marmo e dorature, la parte superiore si alleggerisce lasciando posto a una fitta e fantasiosa partitura pittorica di elementi illusionistici di derivazione architettonica (trecce, fastigi, volute, rocaille, festoni) su fondo bianco. Centro devozionale e visivo della chiesa è il presbiterio, delimitato da balaustra, con il maestoso altare maggiore, dove dal 1747 aveva trovato adeguata collocazione, in un vano a cappellina ricavato all’interno percorribile e sopraelevato (come in un santuario), il Crocifisso miracoloso. Al di sopra del grande altare a gradini riccamente decorato, si erge la monumentale e fastosa cornice rococò (la più imponente conservata in città) tutta in legno dorato, che si espande per tutta la parete di fondo in un trionfo di volute dai profili arricciati, conchiglie, foglie investito dai raggi che scendono dalla soprastante gloria, la colomba dello Spirito Santo circondata da nubi e cherubini. Nei bracci laterali sono presenti altri due altari, di foggia seicentesca (come anche altri arredi inglobati nel nuovo apparato decorativo), di cui quello a destra, contraddistinto dalle croci dei Cavalieri Ospitalieri o di Malta in stucco, dedicato al santo titolare, san Giovanni Battista, con tela raffigurante la Decapitazione del Battista del XVII secolo. 

 

(Testi E. Biocco, 2013)

Modalità di accesso

Per accedere alla chiesa, contattare la diocesi Fabriano - Matelica. 

Link di riferimento: https://www.fabriano-matelica.it/

Referente principale: CONFRATERNITA SAN GIOVANNI DECOLLATO.

Come arrivare

Via Guglielmo Oberdan, 62024 Matelica MC

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Costi

La struttura non prevede costi. 

Orario per il pubblico

Per visite ed orari, contattare la diocesi Fabriano - Matelica. 

Link di riferimento: https://www.fabriano-matelica.it/

Referente principale: CONFRATERNITA SAN GIOVANNI DECOLLATO.

Ulteriori informazioni

Referente principale: CONFRATERNITA SAN GIOVANNI DECOLLATO.

Contatti diocesi Fabriano-Matelica:

Tel.: 0732-3049

E-mail: curiavescovile@fabriano-matelica.it o ufficiostampadiocesifabriano@gmail.com

PEC: diocesi@pec.fabriano-matelica.it

Ultimo aggiornamento: 28-08-2025

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