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Musei

Pinacoteca Comununale: Raffaele Fidanza

I MILLE VOLTI DI FIDANZA

 Una sala della Pinacoteca

Viene considerato fra i più validi pittori del primo Ottocento. Circondato da potenti, da personaggi famosi e attori, Fidanza seppe farne il soggetto della sua pittura, ritraendoli con acume psicologico.

Fu ritrattista a Roma, Parigi, Londra nella prima metà dell'Ottocento."Imparai da ragazzo al mio paese marchigiano il nome di Raffaele Fidanza": così scrive Libero Biagiaretti, matelicese famoso, in un articolo dell'ottobre 1948, in occasione di una mostra organizzata nel primo centenario della morte dell'Artista; "... questo pittore, nel breve periodo in cui visse e lavorò, trova in Italia ben pochi che lo superino; la parlante vivezza dei ritratti non è una frase retorica... nella insopportabile accademia in cui affoga la pittura in quegli anni, pur con i ricordi e l'esempio di Ingres, il nostro Fidanza raggiunse, insieme con un magistero espressivo quasi perfetto, un acume psicologico, una curiosita' del soggetto umano che non ebbero maggiori i contemporanei (Benvenuti, Bezzuoli, Podesti, suo amico...)".

 Ritratto di Nobildonne

Basterebbero queste parole a delinearne la personalità. Ma forse, per chi sente pronunciare il suo nome per la prima volta, è opportuno aggiungere alcune notizie sulla sua vita e sulla sua attività.
Scendendo dalla piazza E. Mattei verso la chiesa di S. Filippo, a destra, si incontra la sua casa natale, sulla cui facciata resiste una lapide posta ben 100 anni fa.

RAFFAELE FIDANZA PITTORE
PER LA MAESTRIA NEL DISEGNARE E LA PARLANTE VIVEZZA DEI RITRATTI AMMIRATO IN ITALIA E FUORI, MANCO PER MORTE IMMATURA IL 23 NOVEMBRE 1846 QUANDO GLI EVENTI PROMETTEVANO ALLA PATRIA IL RISORGIMENTO DA LUI DESIDERATO. IN QUESTA CASA DOVE NACOUE E MORì.

I Cittadini posero Anno 1982

 "L'Abatino"

In quello che fino a pochi anni fa era stato trasformato in un asilo, retto dalle "Suore de Fidanza", nasce Raffaele il 10 dicembre dell'anno 1797, nel Palazzo di Famiglia.

Il giorno successivo è battezzato nella chiesa di Santa Maria dallo zio, canonico Antonio; i suoi genitori sono Giuseppe e Petronilla Conti; "a levarlo dal fonte" furono il nobiluomo sig. Carlo Acquacotta e la nobildonna signora Marianna Buti - Lazzarini.

Poco si sa della sua infanzia e della sua adolescenza; ma con certezza i suoi genitori gli permettono di assecondare la passione per la pittura, facendogli impartire lezioni dal De Negis Vecchiarelli.

Poi il trasferimento a Roma, per frequentare la prestigiosa Accademi a di S. Luca, fondata da Papa Gregorio XIII nel 1577 e già Università per i pittori dal 1400.

I suoi maestri sono Landi e Bezzuoli ma segue anche gli insegnamenti del Camuccini.

Ben presto la sua fama di ritrattista lo avvicina al mondo dei potenti, degli attori, dei personaggi famosi. La moda del tempo lo porta a formulare il seguente biglietto da visita:

Raphael Fidanza
Peintre
Il fait des portraits à l'huile
en crayon, en lithographie et à
l'aquarelle
15. Via Capo le Case ler étage

Ritratti ad olio, a matita, in litografia e ad acquarello, quindi. E' la volta ora dei familiari e dei concittadini, ora di attrici famose nel primo ottocento come Adelaide Ristori, di artisti del circo come Alessandro Guerra "maestro egregio d'equestre schiera, che il popol romano applaude tanto...", di donne dello spettacolo come Anna Cosatti, prima cantante nel teatro Valle in Roma (1836, 37), del soprano Elisa Orlandi o di Matilde Kyonttherland Cascelli o ancora della "virtuosa" di canto Amalia Schultz Oldosi o delle allieve del Cavallerizzo Guerra, come le romane Luigia e Angiolina Letard o la milanese Felicetta Vaghi o le viennesi Giuseppina Leel, Annetta Entres o Leopoldina Lesentzky.

Ma l'artista ormai più che trentenne si appassiona a ritrarre anche immagini di ciociare venditrici di ricotta, di un "albanese", di un "abatino", capolavoro di freschezza pittorica e di intuizione psicologica.

La galleria dei ritratti annovera anche personaggi come S.M. Fedelissima D. Miguel 1, Luigi Poletti, architetto, S.E. Don Pietro Odescalchi, dei Duchi di Sirmio, il rev. Richard Burgess, Louis Guìllaume, S.E. card. Tommaso Weld, Carlo Fea, ma questi sono solo un esiguo esempio delle sue numerosissime opere.

Va a Parigi e poi, probabilmente al seguito di una ricca famiglia inglese, a Londra.

Ne torna malato. Poi la fine: "a dì 24 novembre 1846. Fidanza sig. Raffaele, figlio del qm sig. Giuseppe e della fu Petronilla, munito dè SS.mi Sacramenti morì (dicono i Registri parrocchiali) ieri sera alle sei e mezza pomeridiane in età di anni 49 e fu sepolto a S. Francesco".

Ma le sue opere, presenti forse in molte parti d'Europa e, in gran numero, nella sede municipale di Matelica, dovevano aver notevole fama se il Comune di Firenze, all'indomani dell'Unità, dovendo allestire una mostra dei maggiori ritrattisti italiani tra 1400 e 1800, ne richiese otto alla Municipalità del paese Natale, per esporle nella città del Giglio.

Forse è venuto il tempo che la città si accorga di questa notevole personalità artistica e la onori come merita; ed è giusto che i matelicesi conoscano questo artista "europeo".

L'Associazione Culturale Fidanza ha voluto scegliere per sé il suo nome per essere un modesto, ma concreto mezzo per far conoscere almeno alcune delle sue tantissime opere e riavvicinare all'amore per l'arte, per la pittura e per tutte le attività culturali che educano alla sensibilità ed alla valorizzazione di un patrimonio culturale prezioso che non deve essere asso.lutamente ignorato e che appartiene a tutti.


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