Musei
Pinacoteca Comunale "Raffaele Fidanza"
ORARIO ESTIVO
Giugno:
Lunedì – Venerdì: 10,00 -12,00 (chiuso martedì)
Sabato – Domenica (Festivi e Prefestivi): 10,00 – 12,00; 16.30 -18.30
Luglio – Agosto:
Lunedì – Domenica: 10,00-12,00 ; 17,00 – 19,00
I Musei comunali, la "Pinacoteca Raffaele Fidanza" e la "Mostra archeologica permanente" , sono ubicate al Palazzo Ottoni , una costruzione della fine del secolo XV realizzata da Costantino e Giovan Battista da Lugano su commissione di Alessandro Ottoni. Gli Ottoni, vicari dello stato della Chiesa, sono stati i signori di Matelica dagli inizi del secolo XIV fino al 1589 circa.
Il palazzo, completamente trasformato nei secoli, è stato utilizzato, come dimora dei Vicari Pontifici, gli Ottoni, come residenza dei vescovi che giungevano in città, come abitazione privata e come caserma, prima che il comune lo acquistasse negli anni venti del Novecento dalla famiglia De Sanctis. Della dimora signorile rimane ben poco: una stanza con una cornice affrescata con storie tratte dalle Metamorfosi di Ovidio.
I musei comunali occupano solo una parte del Palazzo, secondo piano, cui si accede da due scalinate, quella propria di palazzo Ottoni e quella del Palazzo Comunale, fornito di un ascensore che permette a tutti di poter accedere alle raccolte museali.
Opere esposte
Nella Pinacoteca Comunale "Raffaele Fidanza" , sono esposte:
- 52 opere del pittore neoclassico matelicese Raffaele Fidanza (1797 - 1846), acquistate dalla famiglia alla fine del XIX secolo:
- 16 incisioni
- 12 disegni
- 15 dipinti su tela
- 9 dipinti su carta
- 11 tele dei secoli. XVIII-XIX rappresentanti personaggi famosi legati alla città (matelicesi che hanno rivestito alte classiche ecclesiastiche, ma anche cardinali protettori e papi).
- una grande tela di Salvator Rosa rappresentante Sant'Onofrio nel deserto, proveniente dall'altare dell'Università dei Pannilana nella chiesa di San Filippo, divenuta proprietà comunale a seguito delle soppressioni dei conventi dopo l'unità d'Italia.
- una tavola lignea (predella) con al centro la Cena di Emmaus proveniente dal Convento di Sant'Agostino, attribuita ad un ignoto maestro dell'Italia centrale del XV secolo.
- una mazza d'argento dell'argentiere Piani di Macerata, commissionatagli dalla Comunità in seguito al raggiungimento del raggiunto titolo di città nel 1751.
- Mobili e suppellettili varie di diversi secoli.
Attualmente esposte in pinacoteca anche quattro tele ottogonali del Palazzo Finaguerra con scene di genere mitologico, e il Noli me tangere di Ercole Ramazzani, appartenente alla chiesa di Sant'Agostino, restaurato in occasione della mostra estiva di Arcevia.
Bibliografia
Bibliografia inerente i musei comunali consultabile presso la Biblioteca Comunale
2001 , Angelo Antonelli , Pinacoteca omuanle catalogo opere Raffaele Fidanza (1797-1846), Matelica, Tipografia Grafostil.
1999 , Archeologia a Matelica: Nuove acquisizioni, a cura della Sovrintendenza archeologica delle Marche.
1999, Piceni Popolo d'Europa, Roma, De Luca editore
2000, Emanuela BIOCCO , Città romane: Matelica, Roma, L'erma di Bretschneider.
2000, Edvige Percossi Serenelli <curatore> , La viabilità delle alte valli del Potenza e dell'Esino in età romana, Motta editore, catalogo della mostra di San Severino Marche.
2001, Eroi e regine: Piceni popolo d'Europa, Roma, Edizioni de Luca.
2001, Persone e fatti di Matelica : note tra storia e cultura, Matelica, Tipo-Litografia Grafostil.
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