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Musei

Museo Piersanti: il Palazzo

di Barbara Cruciani

 Facciata del Palazzo
Piersanti (sec. XV-XVI)

È per motivi di prestigio, nell'ostentazione di una supremazia socio-economica e culturale, che nel Rinascimento siassiste alla formazione di artisti e maestranze tramite le cui figure operative si diffonde un linguaggio architettonico ricco di esperienze eterogenee. Un nuovo tipo di palazzo, esclusivamente residenziale ed altrettanto gelosamente personale (non piu' concepito per la difesa e il commercio come le dimore medievali), riservato ad un unico padrone ed alla sua famiglia, si propaga da Firenze in tutta Italia.

L'architettura era il modo piu' logico, tradizionale e adatto per esprimere, per ostentare la ricchezza personale, mortificata nei secoli precedenti dalla predicazione francescana, da]la prudenza data dalla durezza dei tempi, ora giustificata dal pensiero umanistico. L'Alberti andava al noccciolo del problema quando affermava che, dovendo essere compito di ognuno lasciare ai posteri fama della propria saggezza e del proprio potere, niente era a cio' piu' adatto dell'erezione di grandiosi edifici, dalla cui ossenazione le generazioni future potessero dedurre l'importanza dei costruttori: da qui l'esplosione dei palazzi privati che nel corso del XV e XVI secolo si verifico' a Firenze.
Palazzo Piersanti è forse insieme a palazzo Ottoni, il piu' famoso palazzo di Matelica per essere sede dell'omonimo museo.

L'impressione che prova il visitatore entrando nell'edificio è quella della disomo-geneità, dovuta ad un am-pliamento planimetrico com-plesso, centrato attorno a due cortili visivamente comunicanti tra loro prima che fisicamente, orientati uno ad ovest (quello principale) e l'altro a nord (quello secondario). Questo perché il palazzo è il risultato di una fusione awenuta intorno alla metà del XVI secolo di tre edifici realizzati in periodi diversi anche se non molto distanti fra loro.

Sulla base di alcuni studi precedentemente fatti dalle Dott. Montironi e Mozzoni, il nucleo originario dell'edificio, fatto costruire dalla famiglia Pellegrini di Gualdo Tadino alla fine del '400, molto probabilmente rivolgendosi alla stesse maestranze che in quel periodo stavano edificando palazzo Ottoni, corrisponde a quella porzione di immobile compresa tra il fronte di via Umberto I ed il lato interno del cortile principale. La trasformazione della casa quattrocentesca in uno splendido palazzo rinascimentale awiene intorno alla meta' del '500 quando i proprietari, in seguito all'acquisizione di un altro edificio (corrispondente all'attuale ala nord del museo Piersanti) e l'eliminazione di un vicolo che separava i due edifici, procedono all'erezione degli altri due lati del cortile principale, collegando così il nucleo originario quattrocentesco al palazzo acquisito edificato agli inizi del secolo successivo.

 Palazzo Piersanti
il portone (sec. XVIII)

I fronti del cortile principale mostrano i "segni" della fusione di questi tre edifici, specie al secondo piano dove una bella loggetta quattrocentesca appartenente al nucleo originario del palazzo si trova ad un livello piu' basso rispetto all'adiacente lato del cortile: uno sfalsamento di piani che denuncia la realizzazione successiva dell'ala trasversale del cortile.

Nella seconda meta' del XVI secolo viene modificata anche la facciata principale su cui si innestano le eleganti cornici delle finestre (sicuramente ampliate rispetto alle precedenti) ed il portale a bugne, entrambi in calcare bianco, che bene risaltano sul paramento a mattoni della facciata principale. Tali cornici presentano un grado d'arricchimento dell'ornato che varia a seconda della loro localizzazione sull'elevazione, introducendo così una gerarchia nella disposizione e nelle misure. Le finestre dei locali interrati presentano una tipologia di cornice molto semplice che si arricchisce con angoli di spalla e con un davanzale mensolato in quelle del piano terra.
Naturalmente sono le finestre del piano nobile a mostrare un maggior grado di complessita' formale in quanto la cornice che definisce il vano delle finestre oltre ad essere lievemente modanata risulta arricchita da piccole volute poste sotto gli angoli di spalla della cornice stessa e da un ulteriore cornice con forte aggetto posta superiormente.

Il davanzale mensolato lascia il posto ad una spessa fascia marcapiano, sempre in calcare, che sottolinea orizzontal-mente il primo piano. La tipologia si semplifica di nuovo nelle finestre dell'ultimo piano presentando una lieve modanatura ed angoli di spalla. Il fronte del palazzo è concluso in alto da una cornice che poggia su un fregio a dentelli.

Il portone d'ingresso, realizzato a bugne, e' quello voluto dalla famiglia Piersanti (di cui spicca lo stemma sul concio di chiave dell'arco) nel XVIII secolo, quando acquista il palazzo nel 1728. In questo periodo i nuovi proprietari effettuano alcuni intenenti di ristrutturazione in particolare nell'ala nord del palazzo, ma con tale intervento sette-centesco termina la storia edilizia del Palazzo Piersanti.


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