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Specie esotiche invasive: in vigore il decreto legislativo n. 230/2017 e l’obbligo di denuncia di possesso

Specie esotiche invasive: in vigore il decreto legislativo n. 230/2017 e l’obbligo di denuncia di possesso

Tra le principali cause di perdita di biodiversità ambientali un ruolo predominante viene attribuito alle cosiddette “specie esotiche invasive”. Si tratta di animali e di vegetali di differenti origini, introdotti in nuovi areali geografici, dove manifestano spiccate capacità di adattamento, tali da costituire popolazioni vitali allo stato selvatico e insediarsi talmente bene nel nuovo territorio da rappresentare una minaccia per le specie autoctone, con le quali entrano in concorrenza, ed alterare gli habitat e gli ecosistemi naturali.

Il 14 febbraio 2018 è entrato in vigore il Decreto Legislativo n. 230  dello scorso 15 dicembre 2017, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 30/01/2018, al fine di adeguare la normativa nazionale alla legislazione comunitaria in materia, espressa in primis dal Regolamento (UE) 1143/2014 che ha introdotto una serie di disposizioni di controllo e gestione di queste specie di nuova considerazione.
Il Regolamento europeo citato, entrato in vigore il 1° gennaio 2015, ha portato prescrizioni volte a proteggere la biodiversità e i servizi ecosistemici dagli impatti causati dalle specie esotiche considerate invasive. Per questi animali la norma ha introdotto un generale divieto di commercio, di possesso, di trasporto, di introduzione in natura, di riproduzione, e imposto gli obblighi di immediata segnalazione, di controllo o di eradicazione e l’attivazione di un sistema di sorveglianza e di monitoraggio e di identificazione dei principali vettori di introduzione accidentale.
Con il Decreto Legislativo italiano vengono disciplinati i controlli ufficiali presso le Dogane ed i Posti di Ispezione Frontaliere (PIF) e stabiliti gli obblighi a carico degli importatori o dei loro rappresentanti.
A tali divieti si può derogare sotto uno stretto regime autorizzativo, le eccezioni sono concesse per ricerca scientifica, per la conservazione ex situ, per uso medico e per pochi altri casi eccezionali.
Vengono quindi normati il rilascio di permessi e concessioni, ai sensi degli artt. 8 e 9 del Regolamento UE, e le ispezioni per la verifica del mantenimento dei requisiti necessari. Le autorizzazioni vengono dispensate, in deroga ai divieti di cui all’art. 6, in particolare a orti botanici e giardini zoologici o ad istituti di ricerca e ad altri soggetti, non specificati nella totalità, che possono ottenere il consenso per motivi di interesse generale imperativo, compresi quelli di natura economica o sociale.

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