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MERCATI ORTIVE DI PRODUZIONE INTEGRATA

VALORE DELLE ESPORTAZIONI DI VINO ITALIANO NEL MONDO NEL 2012 (Euro)
Canada 283.398.392 (+11 per cento rispetto al 2011) Vini piĂą apprezzati: Amarone della Valpolicella, Chianti, Barolo
Gran Bretagna 535.179.058 (+5 per cento rispetto al 2011) Vini piĂą apprezzati: Prosecco, Chianti, Barolo
Germania 957.660.405 (+4 per cento rispetto al 2011) Vini piĂą apprezzati: Prosecco, Amarone della Valpolicella, Collio
Russia 100.142.699 (-15 per cento rispetto al 2011) Vini più apprezzati: Chianti, Barolo, Asti e Moscato d’Asti
Cina 77.019.297 (+17 per cento rispetto al 2011)
Vini piĂą apprezzati: Brunello di Montalcino, Barolo, Amarone della Valpolicella

Stati Uniti 1.006.023.597 (+6 per cento rispetto al 2011)
Vini piĂą apprezzati: Chianti, Brunello di Montalcino, Pinot Grigio, Barolo, Prosecco

TOTALE 4.690.618.646 (+6 per cento rispetto al 2011)
Fonte: Elaborazione Coldiretti su dati Istat

PREZZI: COLDIRETTI, SU 1 EURO DI SPESA SOLO 20 CENT AD AGRICOLTORI
E’ particolarmente grave che per ogni euro di spesa per prodotti alimentari solo 20 centesimi giungano nelle tasche delle agricoltori e il resto si perda nei meandri della filiera. E’ quanto afferma la Coldiretti nel commentare i contenuti del rapporto Ismea ''Check up 2012: la competitività dell'agroalimentare italiano'' che fa il punto sullo lo stato di salute del settore. A pesare negativamente sulla redditività dell’agricoltura italiana – osserva la Coldiretti - è la riduzione dei prezzi pagati alle imprese agricole per effetto dello strapotere contrattuale degli altri soggetti della filiera, ma anche per la concorrenza sleale dovuta alla mancanza di trasparenza nell’informazione ai consumatori che permette di spacciare come Made in Italy prodotti importati. “Un deficit di giustizia nella filiera e di verità nei confronti dei consumatori – sostiene il presidente della Coldiretti Sergio Marini - reso possibile dalla mancanza della politica”. Eppure il modello agricolo italiano è vincente nel mondo dove ha conquistato primati nella qualità, tipicità e nella salubrità delle produzioni, ma anche nel valore aggiunto per ettaro di terreno ovvero la ricchezza netta prodotta per unità di superficie dall’agricoltura italiana, che è praticamente il doppio di quella di Germania, Francia e Spagna e il triplo di quella Inglese. “E’ proprio per rispondere alla crisi che attanaglia il Paese e per riportare giustizia e verità che abbiamo avviato – conclude Marini - il progetto della “Filiera agricola italiana”, un impegno che se da un lato va a salvaguardia dell’identità dell’agricoltura italiana, il rispetto dell’ambiente e della biodiversità, dall’altro garantisce ai consumatori giusta qualità e quantità, genuinità e sicurezza degli alimenti, conciliando i bisogni di consumatori e di produttori”. 

GRANO, RIVISTE AL RIBASSO LE STIME PRODUTTIVE A LIVELLO MONDIALE
Riviste al ribasso le stime sulla produzione mondiale di cereali. Il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti ha diffuso un rapporto sulla produzione 2012-2013 secondo il quale il raccolto ammonterà a 672,06 milioni di tonnellate di grano, contro le 677,56 attese a maggio, appena un mese fa. Un risultato dovuto principalmente alla situazione in Russia dove, per effetto della siccità primaverile e del gelo invernale, mancheranno all’appello circa 3 milioni di tonnellate. Un altro milione di tonnellate in meno a testa verrà da Unione Europea e Turchia. Ma in leggero ribasso è anche la produzione di frumento statunitense. Se le stime dovessero essere confermate, a livello mondiale si avrebbe un calo produttivo del 3,2 per cento rispetto alla campagna precedente, dove furono raccolte 694,17 milioni di tonnellate. Aumenta, invece, la produzione totale di cereali. A livello mondiale si stimano 2.370,17 milioni di tonnellate, il 3 per cento in più rispetto al 2011-2012. Un risultato che è il frutto del balzo in avanti registrato dai cereali foraggeri (mais, orzo, sorgo, avena, ecc.), che passano dalle 1.096,61 tonnellate dello scorso anno alle 1.231,60 stimate oggi, con un aumento del 12 per cento. Cresce anche la produzione di riso, che sale a 466,51 milioni di tonnellate, il 4 per cento in più al confronto con l’ultimo raccolto.

CALDO: COLDIRETTI, + 25 % ACQUISTI FRUTTA IN UNA SETTIMANA ARRIVA IL VADEMECUM PER SCEGLIERE BENE
Sono aumentati del 25 per cento gli acquisti di frutta in una settimana per effetto della straordinaria ondata di caldo portata in Italia dall’anticiclone africano Scipione. E’ quanto stima la Coldiretti sulla base delle indicazioni congiunturali che arrivano dai mercati degli agricoltori di Campagna Amica, in occasione dell’arrivo dell’estate dopo una primavera climatologica che si classifica in Italia al sesto posto tra le piu’ calde da 210 anni con una temperatura superiore di 1,29 gradi centigradi rispetto alla media, ma anche piuttosto siccitosa con il 6 per cento di precipitazioni in meno, sulla base dei dati Isac Cnr. Consumare frutta e verdura - sottolinea la Coldiretti - è la miglior difesa nei confronti dell’afa, l’eccessiva sudorazione e il rischio di colpi di calore perché sono prodotti rinfrescanti e ricchi di vitamine e sali minerali, indispensabili per non affaticare troppo l'organismo. Sono oltre 20 milioni gli italiani che sia a pranzo che a cena si difendono mangiando sempre frutta fresca che è fonte di vitamine, sali minerali e liquidi preziosi per mantenere l’organismo in efficienza e per combattere i radicali liberi prodotti come conseguenza dell'esposizione solare. Peraltro - continua la Coldiretti - è proprio in questo periodo che maggiore è la varietà dell’offerta nazionale e piu’ conveniente è il rapporto prezzo e qualità, sia per tutte le verdure che per la frutta, dalle pesche alle albicocche, dai meloni alle ciliegie fino ai cocomeri e alle fragole. E il grande caldo ha anche favorito - precisa la Coldiretti - la maturazione con un aumento della concertazione zuccherina della frutta che è di conseguenza piu’ gustosa, in un Paese come l’Italia che ha la leadership europea nella produzione di frutta e verdura, in varietà, qualità e quantità. Per aiutare a fare acquisti di qualita' al giusto prezzo la Coldiretti ha messo a punto un vademecum nel quale si consiglia sempre di verificare la presenza dell'etichetta di provenienza e l’origine nazionale, di prediligere le varietà di stagione che presentano le migliori caratteristiche qualitative e il prezzo più conveniente, di preferire le produzioni e le varietà locali che non essendo soggette a lunghi tempi di trasporto garantiscono maggiore freschezza, di privilegiare gli acquisti diretti dagli agricoltori, nei mercati, nelle botteghe e nei punti vendita di Campagna amica dove non ci sono intermediazioni e il prodotto arriva piu’ fresco e dura di piu’. Scegliere inoltre gli ortaggi e la frutta con il giusto grado di maturazione, quando sono esaltate le caratteristiche organolettiche e nutrizionali; optare per acquisti ridotti e ripetuti per garantirsi sempre l'elevato grado di freschezza ed evitare di essere costretti a buttare i prodotti eccessivamente maturati con il calo; privilegiare il consumo di verdure crude perché con la cottura - conclude la Coldiretti - si perde parte di acqua, sali minerali e vitamine.

COMMERCIO ESTERO: COLDIRETTI, VOLA VINO MADE IN ITALY IN CINA +32%
Vola l’export di vino italiano in Cina dove fa segnare un aumento record del 32 per cento in valore, in controtendenza rispetto all’andamento generale che vede in Made in Italy in flessione sul mercato del gigante asiatico. E’ quanto emerge da un’analisi della Coldiretti sui dati relativi al commercio con l’estero nel primo trimestre del 2012, realizzata in occasione della diffusione dei dati Istat sul commercio extracomunitario. Si tratta di un risultato che - sottolinea la Coldiretti ¬conferma il grande potenziale di crescita del Made in Italy sul mercato asiatico dove le esportazioni di vino sono aumentate del 23 per cento in Giappone. Nel 2011 - continua la Coldiretti - le esportazioni di vino italiano in Cina avevano già raggiunto il valore record di 67 milioni di euro anche se i francesi restano i piu’ grandi fornitori. Oltre la metà del fatturato delle aziende vitivinicole italiane viene realizzato all’estero dove si registra complessivamente un aumento medio in valore del 7 per cento. La metà delle esportazioni è diretta nell’Unione europea, con la Germania (+11 per cento export) in testa tra i paesi comunitari che apprezzano il vino Made in Italy seguita dalla Gran Bretagna (+16 per cento export). Poco meno di un quarto del fatturato estero è stato però ottenuto - conclude la Coldiretti - negli Stati Uniti con un aumento in valore del 3 per cento nel 2011.

FAGIOLO DA INDUSTRIA
Il fagiolo (Phaseolus vulgaris) è una pianta annuale a rapido sviluppo, appartenente alla famiglia delle leguminose, macroterma, ovvero che necessita di temperature elevate in tutte le sue fasi biologiche e per questo, alle nostre latitudini, viene coltivata nel periodo primaverile - estivo o estivo.

CARATTERISTICHE DELLA COLTURA E GESTIONE DEL TERRENO
Il fagiolo si adatta bene a vari tipi di terreno, ma predilige quelli ben drenati, sciolti o di medio impasto, con pH compreso tra 6 e 7,5; rifugge assolutamente dai ristagni idrici ed è sensibile alla salinità che deve essere inferiore a 2 mS/cm, così come la concentrazione di calcare attivo non deve superare il 10%, pena la clorosi ferrica che comprometterebbe la produzione sia in termini quantitativi che qualitativi, producendo semi con tegumenti troppo duri e difficili da cuocere. Se coltivato in suoli limosi o con forte presenza della componente argillosa, è importante non si formi crosta superficiale in quanto la plantula ha uno scarso “potere perforante” e la coltura troverebbe forti difficoltà ad una corretta ed uniforme emergenza. Agronomicamente il fagiolo è definito una sarchiata miglioratrice, ma sempre più spesso si inserisce come intercalare in secondo raccolto dopo pisello o frumento in virtù della brevità del ciclo colturale che varia, a seconda delle varietà da 80 a 140 giorni. La preparazione del terreno, nel caso di semine primaverili in coltura principale, dovrebbe essere eseguita con una aratura a 40 cm nell’estate precedente l’impianto o, in alternativa, per salvaguardare meglio le caratteristiche dei suoli, con una ripuntatura a 50 cm e una aratura superficiale di 25 cm. Nel caso di intercalare è sufficiente una lavorazione superficiale seguita da operazioni complementari che determinino un accurato grado di amminutamento del terreno ed un buon livellamento per facilitare l’emergenza, lo sgrondo delle acque e la raccolta meccanica; in questo modo si ha inoltre la garanzia di deporre il seme alla giusta profondità e si evita difformità nella profondità di semina che porterebbe a nascite scalari. La semente conciata riduce il rischio di fitopatie ed è quindi fortemente consigliata. Si consiglia di effettuare la semina del fagiolo da granella semisecca per l’industria dai primi di aprile a metà luglio, comunque una volta scongiurato il pericolo di gelate primaverili. Il ciclo colturale dura, in media, circa 90 giorni, ma dipende dalle varietà impiegate. Nell’ambiente marchigiano, caratterizzato da elevate temperature estive, i migliori risultati si hanno in epoca estivo–autunnale. Si consiglia di effettuare la semina con seminatrici di precisione pneumatiche. In presenza di terreni molto soffici si consiglia una rullatura pre–semina. Distanza tra le file 50 cm, distanza sulla fila 5-7 cm, profondità di semina 2-4 cm.

INTERVENTI COLTURALI
Fertilizzazione: Il fagiolo è una coltura poco esigente in fatto di apporti nutritivi (vedi tabella). Si consiglia di somministrare azoto in copertura quando la coltura ha raggiunto la fase fenologica di 4 - 5 foglie vere per favorire l’accrescimento iniziale quando ancora l’azoto fissazione non è ancora cominciata, il restante fabbisogno verrà soddisfatto dalla organicazione dell’azoto atmosferico da parte del rizobio, simbionte delle radici delle leguminose. Il fosforo è opportuno localizzarlo alla semina, mentre il potassio in pre-semina nella fase di erpicatura, entrambi, a seconda della dotazione del terreno, da verificarsi mediante appropriate analisi ogni 5 anni. Dopo la semina e la rullatura, si deve procedere con il diserbo di pre-emergenza, soprattutto se non si interviene successivamente con la sarchiatura per il contenimento della flora infestante. Si ricorda per le aziende che ricadono nelle zone ZVN (Zone Vulnerabili ai Nitrati), che il limite massimo di azoto fissato dal DGR1448/07 per la coltura del fagiolo è di 20 Kg/ha con una resa ipotizzata di 3 t/ha.

AVVERSITĂ€ E DIFESA
Il controllo delle avversitĂ  necessita di controlli in campo e campionamenti a cadenza settimanale durante tutto il periodo vegetativo.

IRRIGAZIONE
I fabbisogni idrici stagionali del fagiolo ammontano a circa 2000 – 3000 m3/ha, che ovviamente saranno maggiori impiegando varietà più tardive e con semine ritardate, come nel caso di secondi raccolti. Si consigliano turni di adacquamento più brevi nei terreni sciolti impiegando meno acqua ad ogni irrigazione, per non superare la capacità di campo e considerare un orizzonte da umettare di circa 50 cm di profondità, che rappresenta lo spazio dove si concentra la maggior parte del capillizio radicale.

RACCOLTA
É molto importante individuare l’epoca ottimale di raccolta per non compromettere la qualità del prodotto. L’individuazione del momento ottimale di raccolta si basa sul contenuto in acqua (mediamente 45- 50%),sulla differenziazione delle screziature, sulla percentuale di semi sovramaturi o immaturi. In condizioni normali e con temperature esterne > 28°C, poiché il fagiolo è soggetto a rapidi cambiamenti organolettici una volta staccato dalla pianta, il prodotto deve essere conferito allo stabilimento per la trasformazione entro le 5 ore dalla raccolta; in caso di impossibilità al conferimento al centro di trasformazione entro le ore indicate il prodotto deve essere refrigerato o prerefrigerato Qualora il trasporto avvenga con mezzi a cassone aperto, l’altezza di carico non deve superare i 100 cm per evitare fenomeni di schiacciamento e surriscaldamento del prodotto alla base. Non è ammessa la sosta al sole dei mezzi caricati. Si consigliano raccoglitrici semoventi che provvedono a separare in modo ottimale i semi dal resto dei bacelli e dai frammenti vegetali.

SCELTA VARIETALE
Nella coltura specializzata per l’industria, le varietà debbono soddisfare i seguenti requisiti: _ idoneità alla raccolta meccanica _ resistenza alla sovra maturazione _ concentrazione di maturazione _ stabilità produttiva _ resistenza o tolleranza a batteriosi e virosi _ idoneità alla trasformazione industriale (in funzione del tipo di prodotto). Per la nostra regione si consigliano: Dragone - Etna - Giulia - Taylor’s horticultural - Tiziano - Ulisse.

Cereali. Prezzi nazionali e mondiali a confronto (dal 25 al 31 maggio 2012)

Frumento tenero
ITALIA
settimana di riflessione tra gli operatori nell'imminenza del nuovo raccolto. Le scenario di mercato che si prospetta resta rassicurante per la domanda che non fatica trovare copertura per quel che necessita. Si parla di nuovo raccolto, ma per definire le coperture si attendono conferma dal resto d'Europa e dal Mar Nero. Sempre presente l'offerta di merce ai porti e di derivazione comunitaria. Al momento si confermano le quotazioni delle ultime sessioni di borsa, con Bologna e Milano che passano invariato per tutte le tipologie e classi merceologiche.

Frumento duro

ITALIA
si attende con maggiore livello di certezza la qualità in Sicilia ed i primi responsi in Puglia. I volumi disponibili di vecchio raccolto sono ai minimi, ma la situazione pare non raggiungere livelli di tensione, con l'offerta che regolarmente copre la limitata domanda. Nuovo raccolto potenzialmente confermato in volumi, mentre restano dubbi sul tenore proteico e sulla valutazione, stante il cambio €/$. Si registra qualche copertura con comunitario sul brevissimo, mentre la disponibilità di merce estera si riduce. Bologna e Milano, si confermano ai livelli della scorsa settimana.

Mais

ITALIA
migliorano di giorno in giorno le attese per il prossimo raccolto ed i detentori di stock 2011, incontrano sempre meno domanda. I mangimifici attendono che le quotazioni del Settembre-Marzo si abbassino, anche per la costante offerta dalla comunità e dal Mar Nero sia sul pronto che sul medio periodo. Il delicato equilibrio di mercato mostra segnali di depressione e sia l'Ager Bologna che la Granaria di Milano fanno registrare prezzi in calo attorno ai 207 arrivo (-1,5) €/t.

Cereali foraggeri e oleaginose

ITALIA
Cereali Foraggeri: la merce nazionale è pressoché introvabile, e l'offerta è di derivazione comunitaria ed estere. I mangimifici sono sulla difensiva comprendo l'indispensabile. Non si quota il sorgo mentre l’orzo vale sui 243 €/t arrivo; ed il tenero “partenza” 220 €/t (inv).

Oleaginose: il sensibile indebolimento dell'euro impone un aggiustamento al rialzo dei prezzi, anche se i fondamentali di mercato sono invariati: la soia nazionale sale a 455 €/t (+4) con l’Ucraina a sconto di 4-5 €/t.

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