Ufficio Relazioni con il Pubblico

Scegli tra tre diversi tipi di impostazione

Dimensione e tipo di caratteri
Caratteri standard.
Caratteri grandi.
Alta Visibilità.

AGRITURISMO

La legislazione nazionale riconosce l’agriturismo come forma di accoglienza fin dalla metà degli anni ottanta, sebbene identificasse un ospitalità molto semplice organizzata dagli agricoltori che allestivano sommariamente alloggi in edifici aziendali resi disponibili dal rapido ridimensionamento degli occupati in agricoltura. Con il passare del tempo questa attività si è via via evoluta, offrendo comfort e servizi adeguati alle esigenze del turismo moderno, pur rimanendo fedele allo spirito iniziale e coerente con la connessione all’attività agricola. Proprio per il forte legame con il territorio rurale e le sue potenzialità intrinseche, anzi,che sono evidenti i margini per un'ulteriore crescita (sia in termini di quantitativi che qualitativi) di questa attività.



L'agriturismo infatti rappresenta un "contenitore" dove trovano spazio le offerte che possono interessare un ospite in visita all'azienda agricola: il pernottamento, la ristorazione, la commercializzazione di prodotti agricoli,le attività didattiche, sociali, culturali, sportive e più in generale tutte le offerte di intrattenimento sul territorio rurale gestite dagli agricoltori. Per orientarsi nella scelta si può fare riferimento alla classificazione delle strutture che a seconda dei servizi erogati, prevede da una a cinque "margherite".



Questa classificazione non si pone solo l'obiettivo di valutare i parametri strutturali, così come prevalentemente avviene nella classificazione turistica tradizionale, ma prende in considerazione soprattutto gli aspetti più tipici dell'offerta agrituristica e cioè gli elementi legati all'agricoltura, alle produzioni tipiche, alla cultura contadina, all'ambiente e al paesaggio

Avviare un'attività agrituristica
L´attività agrituristica consiste nella ricezione ed ospitalità offerta da imprenditori agricoli nella propria azienda. In particolare, rientra nell´agriturismo: • offrire ospitalità in camere, in mini-appartamenti o in spazi all´aperto
• offrire pasti realizzati con prodotti aziendali o tipici del territorio
• svolgere attività ricreative, culturali, didattiche, sociali e sportive
Nelle Marche l’attività agrituristica è regolata dalla legge regionale 3 aprile 2002, numero 3 e dal regolamento di attuazione del 13 maggio 2004. L’operatore agricolo che voglia avviare un’attività agrituristica deve:
1. Fare domanda di iscrizione all’elenco regionale degli operatori agrituristici presentando, assieme alla domanda: documentazione che attesti la professione di imprenditore agricolo (certificati catastali, atti di compravendita, atti di donazione, atti di successione, titolo di usufrutto, contratti di affitto); relazione illustrativa che includa la storia dell’azienda agricola e la descrizione dei servizi che si prevede di offrire all’avvio dell’attività agrituristica, così come specificato all’articolo 11 del regolamento di attuazione;
2. Ottenere dal Comune competente l’autorizzazione per l’esercizio dell’attività. La domanda di autorizzazione va presentata includendo: relazione che attesti il rapporto di connessione e complementarità in base a quanto indicato dall’articolo 2 del regolamento; parere dell’azienda sanitaria regionale sull’idoneità degli immobili e dei locali da adibire all’attività agrituristica; certificato di sana e robusta costituzione fisica e di idoneità all’esercizio dell’attività ricettiva delle persone che la esercitano; copia del libretto di idoneità sanitaria rilasciata al personale addetto alla preparazione e somministrazione di alimenti e bevande; documentazione attestante la regolarità delle strutture fisse quali laghetti e maneggi, ove approntate, nel caso di organizzazione di attività sportive. L’iscrizione nell’elenco è concessa qualora il termine fissato dal regolamento sia decorso in assenza di comunicazione all’interessato. L’autorizzazione comunale è rilasciata entro sessanta giorni dalla data di presentazione della domanda e ha durata triennale. Il soggetto autorizzato deve dare inizio alle attività entro un anno dalla data del rilascio dell’autorizzazione.
Passando alle peculiarità relative alla regione Marche, ecco le più significative:
Prevalenza dell’attività agricola: la connessione e la complementarietà sono determinate attraverso l’uso di tabelle allegate al regolamento di attuazione della legge regionale. Per la verifica di tale connessione e complementarietà, l’operatore agrituristico è inoltre tenuto a presentare ogni 3 anni una relazione sull’attività agricola e agrituristica svolta dalla quale risultino:
• Ordinamento e tecniche colturali praticate,
• Eventuali modifiche agli indirizzi produttivi,
• Descrizione delle strutture edilizie del fondo, loro destinazione e utilizzo,
• Indicazione delle unità lavorative impegnate in azienda e del monte complessivo annuo di giornate-lavoro dedicate all’attività agricola e a quella agrituristica,
• La descrizione dei servizi offerti
Limiti di attività: la capacità ricettiva non deve essere superiore a 35 posti letto (max 50 posti alle aziende in aree di montagna e svantaggiate nonché in aree comprese nei parchi regionali e nazionali e in quelle sottoposte a vincoli di tutela). Per la sosta in spazi aperti: max 12 piazzolle (elevabili a 20 nei casi di cui sopra. Per la somministrazione di pasti e bevande: max 60 posti a tavola (elevabili a 90 posti in caso di alimenti per non meno del 50% prodotti dall’azienda).
Locali per attività agrituristiche: possono essere utilizzati per le attività agrituristiche i locali situati nell’abitazione dell’imprenditore agricolo ubicati nel fondo, nonché gli edifici o parti di essi esistenti nel fondo, indipendentemente dalle forme di accatastamento. Le attività agrituristiche possono essere esercitate anche nei nuclei e borghi rurali, così come individuati dagli strumenti urbanistici comunali e nell’abitazione privata dell’imprenditore agricolo. Prodotti da portare in tavola / da vendere: almeno il 35% della materia prima utilizzata deve provenire dalla produzione aziendale (25% per aziende biologiche). I prodotti integrativi non possono superare il 20%. La parte rimanente deve provenire da aziende agricole singole o associate operanti nel territorio regionale. Il regolamento di attuazione della legge regionale specifica nei dettagli le norme relative a: macellazione di animali (art. 6), lavorazione di prodotti a base di carne (art. 7), lavorazione di prodotti a base di vegetali (art. 8), etichettatura dei prodotti (art. 9). Norme igienico sanitarie: le aziende agricole che svolgono attività agrituristica nelle Marche devono osservare le norme igienico-sanitarie di cui all’allegato n. 3 del regolamento di attuazione. Classificazione: gli agriturismi sono classificati in base ai requisiti posseduti, con l’assegnazione di un numero massimo di cinque simboli raffiguranti lo stemma della Regione come da modello riportato nell’allegato 10 al regolamento di attuazione; il numero dei simboli è rapportato al punteggio corrispondente ai singoli requisiti indicati all’allegato 10. L’attribuzione della classificazione è obbligatoria per il rilascio dell’autorizzazione comunale all’esercizio dell’attività agrituristica.

Torna Indietro

Link